venerdì, 28 settembre 2007

Messi alle strette e isolati nel panorama internazionale dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che oggi si riunisce per discutere la moratoria sulla pena di morte, gli Stati Uniti sembrano finalmente intenzionati a trovare un dignitoso compromesso per scendere dal banco dei Paesi accusati di non rispettare i diritti umani.

La Casa Bianca proporrà infatti una soluzione intermedia, che prevede che i condannati non siano più giustiziati ma soltanto feriti gravemente.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, humour, satira, bush

Marzio Strassoldo (Corriere.it)Italo Tavoschi si impegna a sostenere il prof. Strassoldo, alle prossime elezioni provinciali, e lo fa schierandosi in una lista che fa capo a Strassoldo, presentandosi in uno o più collegi nella città, oppure a discrezione dello stesso presidente, in altri collegi del territorio. Il presidente Strassoldo si impegna a riconoscere a Italo Tavoschi, per questa personale discesa in campo, nel caso di vittoria elettorale e conseguente conferma a presidente della Provincia di Udine, un incarico amministrativo, per la durata minima di tre anni, eventualmente rinnovabile.
Detto incarico riguarderà il comparto delle attività produttive ed in particolare la promozione turistica della nostra provincia. Al dott. Tavoschi sarà riservato il trattamento economico lordo annuo di euro 70.000,00 (settantamila), nell'area dirigenziale, con oneri previdenziali a carico dell'ente Provincia. In alternativa potrà essere sottoscritto un contratto a progetto, di pari importo annuo, per la durata di anni cinque. Firmato Mario Strassoldo e Italo Tavoschi
”.

Questa, purtroppo, non è una mia invenzione finalizzata allo sviluppo di un post satirico sull’italico vizio del voto di scambio, ma il testo del contratto siglato nel 2006 tra l’allora candidato alla presidenza della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo, oggi presidente dell’ente, e il suo fervido sostenitore, che lo avrebbe dovuto appoggiare garantendogli il suo pacchetto di voti (ex vicesindaco di Udine) in cambio di un incarico dirigenziale (non politico come, ad esempio, un posto in giunta) che in tre anni gli avrebbe fruttato 210 mila euro.
Poi il presidente, una volta eletto, non ha rispettato il contratto, che oggi Tavoschi (che si dice disoccupato) ha impugnato davanti all’Ufficio del lavoro, pretendendo che venga onorato in tutte le sue parti.
Poiché ormai la realtà supera la più ardita fantasia, per una volta mi fermo qui e mi astengo da qualsiasi commento.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (7)
categoria:politica, satira
giovedì, 27 settembre 2007

Il monumento dell'emigranteScrive oggi Repubblica che, preoccupato di sopire sul nascere eventuali polemiche sulla missione in Canada, con un volo di Stato e al seguito del presidente del Senato, Franco Marini, di due imprenditori abruzzesi, tra i quali un cugino dello stesso presidente, Palazzo Madama ha fornito dettagliate spiegazioni sugli importanti obiettivi del viaggio e sulla congruità della presenza a bordo dei due abruzzesi.

Per ciò che riguarda Leonello Daniele, il cugino del presidente, la nota del Senato lo segnala “tra i promotori della costruzione dell’opera in bronzo dello scultore Augusto Pelliccione, che si trova nell’altopiano dei Navelli, inaugurata nel 2006”.
Come tutti ricorderanno, la celeberrima opera, dedicata agli abruzzesi emigrati, era stata fortemente richiesta dai giapponesi per esporla a Tokyo, ma le comprensibili resistenze avevano poi fatto desistere i nipponici, che hanno ripiegato sull’Annunciazione di Leonardo.

Il secondo ospite del volo di Stato, Stefano Cardelli, è invece “un imprenditore che si dedica al recupero dei borghi abbandonati del Gran Sasso. In Canada ha incontrato diversi rappresentanti della comunità italiana e alcuni diplomatici per illustrare il suo piano”.
E’ noto in tutto il mondo, infatti, il maniacale interesse dei canadesi verso le tecniche di ricostruzione delle abitazioni utilizzate in Italia, essendosi loro fermati appunto alla pratiche e tradizionali “canadesi”, che però poco si prestano ad un recupero architettonico di pregio.

Per la cronaca, la visita del presidente del Senato in Canada è servita anche a consegnare a 23 italo-canadesi un’onorificenza in segno di riconoscimento per l’importante contributo (500 mila dollari canadesi a testa) offerto per la realizzazione dell’Art Gallery dell’Ontario, che si chiamerà “Galleria Italia”.
Magari in Italia non riusciamo neppure a fare le gallerie necessarie ai trasporti, però siamo maestri nello sfruttare terreni e soldi altrui e farcele pure intitolare.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (2)
categoria:viaggi, politica, economia, cronaca, humour, satira
lunedì, 24 settembre 2007

BarbieI responsabili della Mattel, l’azienda americana che ha immesso sul mercato migliaia di giocattoli pericolosi per la salute dei bimbi, ha ammesso che i difetti nella Barbie e negli altri balocchi non erano generati dalla produzione cinese ma da errori di progettazione.
In realtà, la vicenda lascia trasparire i passi avanti compiuti verso la realizzazione di bambole sempre più somiglianti agli esseri umani: anche Barbie, infatti, è risultata fortemente condizionata non solo dell’ambiente in cui è cresciuta (la Cina, appunto), ma dai difetti originari del suo Dna.
E, proprio come per gli uomini, a questo punto anche per lei le speranze di guarigione sono affidate alle cellule staminali prelevate dai testicoli.
Di Big Jim.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti
categoria:economia, cina, cronaca, humour, satira, medicina
sabato, 22 settembre 2007

A nome dei contribuenti italiani, rivolgo formale istanza alla Prefettura incaricata del caso affinché non venga revocata per due anni (come previsto dal Codice della strada) la patente a Claudio Burlando, il presidente della Regione Liguria che dopo aver percorso un chilometro e mezzo contromano lungo un raccordo autostradale ha mostrato agli agenti della Polizia la tessera (peraltro scaduta da due anni) di parlamentare.
D'accordo, Burlando ha sbagliato. Ma così rischieremmo di doverci accollare le onerosissime spese relative all’uso dell’auto di servizio, con annesso chauffeur, per i prossimi 24 mesi.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (4)
categoria:politica, giustizia, cronaca, humour, satira


"Ieri a Miss Italia non è successo niente. Io ero in prima fila e non ho visto nulla".

(Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno)

 

Chi è quel cretino che gli ha dato una poltrona girevole?

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (3)
categoria:donne, spettacolo, tv , humour, manifestazioni, satira
venerdì, 21 settembre 2007

Claudio BurlandoNon contento di aver dato adito ad una furibonda polemica per aver mostrato il tesserino (scaduto da due anni) di parlamentare ai poliziotti che domenica scorsa l’avevano fermato in autostrada dopo che aveva percorso un chilometro e mezzo controsenso, oggi il presidente della Regione Liguria (ed ex Ministro dei Trasporti), Claudio Burlando, nel tentativo di mettere una pezza alla sciagurata (ed arrogante) figura rimediata (l’esibizione del tesserino gli aveva scongiurato, chissà perché, qualsiasi provvedimento disciplinare), ha dichiarato di aver mostrato quel documento perché in quel momento era l’unico documento di riconoscimento che aveva con sé.
Segno inequivocabile che per gli ex parlamentari anche la patente è un optional e che di questo passo sarà sufficiente mostrare una foto su un quotidiano per farsi riconoscere.

Se mi avesse chiamato, gli avrei suggerito (gratis, naturalmente: Burlando è ligure) una scusa più plausibile. Ad esempio: “Come contromano? Ricordo benissimo che da Ministro dei Trasporti avevo stabilito che questo tratto di strada avrebbe dovuto essere percorso nel senso in cui l’ho percorso io”.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (4)
categoria:politica, liguria, humour, satira
giovedì, 20 settembre 2007

L’emittente televisiva Sky ha mostrato il video del banalissimo infortunio che è costato a Ronaldo una lunga pausa dall’attività agonistica e la cui guarigione ha assunto i contorni del “giallo”.
Nel filmato si vede che il giocatore del Milan, nel corso della presentazione delle maglie "Adidas" dei rossoneri allo stadio Meazza di San Siro, lo scorso 31 luglio, forse sollecitato dai tifosi, prende il pallone e lascia partire un sinistro potente e altissimo, indirizzato verso le tribune, un po’ come fanno i tennisti a fine match con la pallina scagliata verso gli spalti.
Fortunatamente (o sfortunatamente) per il Milan, i muscoli di Gilardino non sono così fragili come quelli dal brasiliano, altrimenti il centravanti italiano, ormai bravissimo a scaraventare palloni sugli spalti invece che nella porta avversaria, sarebbe perennemente infortunato.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti
categoria:sport, calcio, tv , web , humour, satira, medicina
mercoledì, 19 settembre 2007

Qui, Quo, QuaIl sito di Repubblica ha inaugurato un suo sondaggio sui pretendenti alla poltrona di leader del Partito democratico ponendo ai contendenti la seguente domanda: “Ogni partito ha dei modelli personali. Figure - del passato o del presente; intellettuali, leader politici, religiosi - a cui si ispirano i suoi militanti e la sua base. Se non li ha, comunque li cerca, li crea. Quali figure proporrebbe come riferimenti esemplari del suo Partito democratico?”.

Una domanda che, tutto sommato, non sembrava necessitare di una preparazione simile a quella, accurata e dispendiosa (economicamente) richiesta dai quiz taroccati delle università italiane. Anche ai bimbi si chiede spesso cosa vorranno fare da grandi, e quelli, serenamente, rispondono dando ali alla fantasia: astronauta, motociclista residente all'estero, compagno di volo di Mastella, ecc. Insomma, non hanno la minima difficoltà a trovare dei modelli a cui ispirarsi.

Evidentemente, però, in politica non è così semplice. Il sistema di pesi e contrappesi suggerisce che non è saggio scegliere neppure tra il pragmatico Topolino e il fantasioso Paperino, perché Qui, Quo e Qua potrebbero incazzarsi e si rischierebbe di perdere tre potenziali elettori.

Ecco, infatti, che Walter Veltroni assicura che “il Partito democratico sarà un luogo formato da tante anime (non specifica, però, se trattasi di Paradiso o Inferno; il Limbo è stato soppresso d’autorità dalla Chiesa e non so quanto l’ecumenico sindaco di Roma se la senta di contestare apertamente le alte sfere ecclesiastiche), così aperto e accogliente da permettere ad ognuno di portare i propri riferimenti”. Insomma, una sorta di Bricocenter, felice oasi del “fai da te” dove ognuno può invitare chi vuole e chi se la sente può imbucarsi senza timore di trovarsi spaesato.

Rosy Bindi dichiara che “ognuno di noi ha i propri riferimenti esemplari, ma nel Pd e per il Pd dobbiamo cercarli e crearli insieme”. Come dire, una sorta di caccia al tesoro; o al tesoretto, che di questi tempi, Padoa Schioppa permettendo, appare più proficua.

Anche Enrico Letta glissa abilmente, con vaghi accenni necrofili: “Nessun Pantheon: il Partito democratico deve guardare al futuro. E’ il progetto di un partito grande, e dunque capace di interpretare l’interesse generale, e non quello di singole categorie”.

I tre “big”, insomma, traccheggiano, prendono tempo, non si sbilanciano. Figuriamoci se gli avessero chiesto il menu preferito.

Diversa, invece, la musica tra gli “outsider”.

Mario Adinolfi non ha incertezze: “Aldo Moro e i fondatori di Google”. D'altra parte, è ormai quasi certo che il Partito democratico nascerà come il risultato di un'alchimia politica ben più ardita della formula matematica che rappresenta il nome della fortunata azienda dei due ex studenti-prodigio Page e Brin.

Piergiorgo Gawronski indica senza indugi il mahatma Gandhi (“per le radici etiche del suo impegno politico”) e Luigi Einaudi (“per la dirittura morale con cui si oppose al fascismo”).

Jacopo Gavazzoli Schettini si rifugia nella fantascienza (la sola che gli potrebbe consentire di vincere il confronto con i più attrezzati rivali) e dice di ispirarsi a James T. Kirk, il comandante della nave stellare Enterprise, “uomo pragmatico e responsabile che però va’ dove nessuno è mai andato prima e osa nell’interesse dei più e del nostro pianeta”.

Le dichiarazioni degli aspiranti al trono del Partito democratico sono però interessanti perché evidenziano la totale rottura tra il politico militante (di più o meno lungo corso) e il soggetto per così dire appartenente alla società civile (Adinolfi sta a metà delle due categorie, forse per non essere riuscito ancora a sfondare nella prima).

Veltroni, Letta e Bindi, preoccupati di scivolare in chissà quale deriva estremista (conservatrice o rivoluzionaria), ed ecumenici quanto e forse più è richiesto a chi si muove nelle paludi melmose della politica, in sostanza non sono riusciti a tirare fuori un modello cui ispirarsi: né un Kennedy (non Pippo, il protagonista dello show di Guzzanti) per il kennediano Veltroni, né uno Sturzo per la cattolica Bindi.

Al contrario, gli altri, meno accreditati, “sfidanti”, hanno interpretato semplicemente una semplice domanda, ed hanno risposto concretamente, lasciando trasparire qualcosa di sé ai lettori.

Big bocciati, quindi, perché banali e inconsistenti, e outsider promossi sull’altare del pragmatismo e della chiarezza? Ma neppure per sogno! Il dato più sconcertante, infatti, è rappresentato proprio dai lettori, che in trentamila sono intervenuti per giudicare la risposta più convincente.
Il 31% ha scelto la risposta di Veltroni, il 21% quella della Bindi, l’11% quella di Letta. I modelli degli outsider non sono invece stati apprezzati: Gavronski ha ottenuto il 10% dei consensi, Adinolfi il 7% e Gavazzoli Schettini si è fermato al 4%.

Che dire? Ancora una volta hanno visto giusto loro, i politici "duri e puri": meglio restare nel vago. Comunque e a prescindere. Perché c'è sempre qualche Quo in agguato.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (5)
categoria:politica, humour, satira, unione, governo, ds
lunedì, 17 settembre 2007

Confesso che una settimana di vacanza, oltretutto se uno non è abituato, può provocare serie distorsioni alla capacità di analisi, critica o semplicemente assorbimento dei fatti che avvengono nel mondo nel frattempo. Tanto più se il mattino, momento tradizionalmente dedicato all’approfondimento attraverso la lettura dei quotidiani, le suddette facoltà risultano ancora visibilmente obnubilate dai postumi della serata precedente, che neppure una razione doppia di caffeina concentrata riesce a spazzare via.

Però, da una superficiale scorsa ai titoli del giornali, la settimana appena trascorsa mi sembra una di quelle per le quali i protagonisti sono pienamente legittimati a vantare il tradizionale “c’ero anch’io”.  Allora provo a stendere due righe su quanto ho capito dei mutamenti epocali che sembrano essere accaduti in questi giorni.

Veltrombati

Il segretario dei Ds, Piero Fassino, uno dei “veltrombati” dall’avvento del nuovo Partito democratico, dalla cui dirigenza ha scelto (scelto?) di restare fuori, ha imboccato la tangenziale che si snoda sinuosa e macchinosa “torno torno” alla trafficata megalopoli politica del centrosinistra, snocciolando il seguente, altrettanto contorto, ragionamento: “C’è bisogno di una qualche forma di riorganizzazione, di riassestamento della squadra di governo utile per un rilancio della sua azione, proprio per dare il segno che vogliamo ancora di più rafforzare l’azione di Prodi e di questa maggioranza”.
Giunto al casello e imboccata la corsia con pagamento automatico, ha provato a consegnare al casellante Prodi il biglietto che indicava la tratta percorsa, “segreteria Ds - governo”, ma sulla sua carta “Fass-pay” non risultava alcun credito residuo.

Il fanta-processo alla Mc Laren

Processata per spionaggio nei confronti della Ferrari, la Mc Laren ha provato a difendersi davanti alla Fia sostenendo che le caratteristiche della monoposto di Maranello erano state studiate acquistando i modellini in edicola a fascicoli con Repubblica, attraverso i quali sarebbe stato possibile ricostruire l’evoluzione della “rossa” dai tempi di Fangio ad oggi.
La Fia non ha creduto agli inglesi ed ha infatti tolto i punti nel Mondiale alla scuderia britannica, multandola di cento milioni di dollari. E’ però rimasta talmente impressionata dalla fantasia della strategia difensiva che, dopo aver appurato che non era stata escogitata dall’avvocato Taormina, l’ha premiata non penalizzando i due piloti, Alonso ed Hamilton, che così restano in testa alla classifica del Mondiale.

Le priorità del governo

Le polemiche sui lavavetri hanno avuto, se non altro, il merito di far finalmente luce sulle priorità di governo del centrosinistra. Togliere i lavavetri dalle strade non è infatti considerato il problema più urgente. Semmai è più importante combattere piaghe come l’evasione fiscale, la criminalità organizzata e lo sfruttamento dell’ambiente.
L’evasione fiscale, dal canto suo, è considerata meno pericolosa della criminalità organizzata, dell’emergenza ambientale e della sicurezza ai semafori.
Le questioni dell’ambiente vanno viste in un’ottica di lunga durata, e senza dubbio secondaria rispetto a quella con la quale si devono affrontare l’evasione fiscale, il racket e soprattutto il pericolo immediato rappresentato dai lavavetri.
D’altra parte, non è detto che agendo subito su problemi urgenti come l’evasione fiscale, la sicurezza agli incroci e i mutamenti climatici, non si riesca a tarpare le ali alla criminalità organizzata.

La Cina arranca

Amnesty International rivela che nel 2006 circa 4.000 cinesi sono stati condannati a morte e 1.770 sentenze sono già state eseguite. Tenendo conto che siamo quasi alla fine del 2007, mi sembra che anche i cinesi, di solito così efficienti, stiano preoccupantemente perdendo colpi. Tanto più che la moratoria in vista per le Olimpiadi li costringerà poi ad un faticosissimo lavoro per smaltire gli arretrati.

Vaffanculo a chi?

Grillo a BolognaAl grido “Vaffanculo” indirizzato alla politica, Beppe Grillo ha festeggiato degnamente il suo particolare e personalissimo 8 settembre.
Adesso invita la gente a costituire liste civiche per partecipare alle elezioni comunali.
Ma se lo faccio e divento sindaco, poi mi devo mandare affanculo da solo pubblicamente, sulla piazza del paese, ogni 8 settembre? Oppure verrà direttamente lui a celebrare la ricorrenza additandomi al pubblico ludibrio?



Il volo di Elio

Francesco Rutelli ha inforcato un volo di Stato per recarsi a premiare i piloti di Formula Uno al gran premio di Monza. Il collega Mastella si è prontamente rifornito di coppe di ottone, targhe artistiche e mozzarelle di bufala campana e si è imbucato al Gp scroccando un passaggio.
La notizia ha ovviamente sollevato un polverone, che il ministro della Giustizia ha peraltro rispedito al mittente accusando i fomentatori di voler colpire Prodi (il quale, assieme a Berlusconi, gli avrebbe oltretutto espresso “una forma di affettuosa partecipazione” per il casino in cui si è cacciato) e minacciando di far cadere il governo.
Ciò che non ho del tutto capito di questa vicenda, però, non è perché siano volati a Monza i due ministri, ma che cosa ci facesse sull’aereo Elio Mastella, il figlio di Clemente. Oltretutto, con quel nome, credo sia in grado di volare senza bisogno di alcun velivolo.

postato da: fardtimes| Permalink | commenti (4)
categoria:viaggi, sport, humour, satira, governo



Heracleum