martedì, 31 luglio 2007

Gordon Brown e George W. Bush a Camp DavidSi è sfiorato l’incidente diplomatico nell’incontro tra il presidente americano George W. Bush e il premier britannico Gordon Brown, svoltosi ieri a Camp David.

Esauriti i convenevoli, durante i quali Bush ha raccontato a Brown le barzellette imparate da Berlusconi, intonato alcune strofe di “Oh my beautiful Madunine” e fatto ripetutamente le corna davanti ai fotografi, quando il discorso dei due si è spostato sui grandi temi della politica internazionale Brown non ha avuto esitazioni ed ha dichiarato “Per me l’Afghanistan viene prima dell’Iraq”.
Bush non ha nascosto il suo scetticismo. In un primo tempo il presidente americano si è limitato a correggere bonariamente il più giovane collega, ritenendolo ancora inesperto. Quando però questi ha ribadito con convinzione il suo pensiero, Bush ha fatto portare una grande mappa dell’Asia e ha mostrato, con aria di sufficienza, la collocazione geografica dei due stati rispetto a Stati Uniti e Gran Bretagna all’esterrefatto primo ministro britannico, chiudendo il discorso con un inequivocabile: “E impara la geografia!”.
Poi l’atmosfera si è stemperata, tanto che il presidente americano ha piacevolmente intrattenuto il suo ospite a cena con un menu a base di cheesburger, patatine, anelli di cipolla fritti e pudding di banana, non esimendosi dal descrivere con orgoglio e dovizia di particolari la curiosa somiglianza delle cipolle con i polipetti che recentemente gli sono stati estratti dall'intestino nel corso di un'operazione chirurgica che ha fatto stare il mondo con il fiato sospeso.
Durante la conferenza stampa conclusiva, Brown si è più volte guardato attorno, alla ricerca di qualche indizio che confermasse la sua intima convinzione di essere su "Candid camera". Poi ha telefonato al suo predecessore, Tony Blair, il quale lo ha tranquillizzato: “No, non è Mr. Bean. Ma assecondalo. Questo è enormemente più pericoloso”.
Memore degli anelli di cipolla e del pudding di banane, che gli ritornavano prepotentemente alla gola in un persistente rigurgito, Brown ha annuito e aggiunto, preoccupato: “E possiede anche armi chimiche”.

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categoria:politica, news, humour, guerra, satira, bush
lunedì, 30 luglio 2007

L'onorevole Cosimo Mele (ormai ex Udc)


Questo blog sostiene la campagna umanitaria dell’on. Cosimo Mele:

togliere dalla strada le prostitute e la cocaina

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categoria:politica, cronaca, sesso, humour, satira

Nonostante l’aria di bufera che si è addensata sul governo attorno ai temi del welfare, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha tenuto a tranquillizzare gli italiani.
Il pacchetto sul welfare è il più organico che sia stato fatto da decenni" ha dichiarato alla stampa il premier, che si è detto ottimista sia sui risultati raggiunti sia su quello che porterà l'autunno.
Prodi pensa infatti a una ripresa più serena "in cui si mettono a confronto i pro e i contro, in cui si vede che
cosa si è raggiunto, come sta meglio il sistema economico”.
"Nella ripresa - ha spiegato - si potranno dare risorse aggiuntive alle pensioni più basse e fare quelle cose che abbiamo promesso per un'intera legislatura”.
Poi, sorridente, ha dato appuntamento a tutti a settembre. Naturalmente su "Second Life".

Franco GiordanoDopo essersi espresso contro l’ampliamento della base Nato di Vicenza, aver detto “no” alla proposta di Rutelli di aprire il nuovo Partito democratico al dialogo con forze di centro, aver rigettato l’intesa tra governo e sindacati sulla previdenza e aver minacciato più volte di portare il suo partito fuori dalla maggioranza, il garrulo segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, ha contestato duramente la decisione della scrittrice J.R.Bowling di tornare sui propri passi e non far morire Harry Potter nel suo ultimo libro della saga del maghetto.

Giordano si è detto fortemente contrariato per la rozza trattativa nella quale l’autrice si è piegata alla linea conservatrice dei lettori di centro, finalizzata ad esaltare l’elemento cattolico della saga (con il matrimonio di Harry e la nascita di un figlio) rispetto a quello laico.

Il leader comunista ha annunciato l’intenzione di lanciare un referendum tra gli elettori di sinistra per verificare se sia ancora il caso di continuare a leggere.
Nel frattempo, ha invitato il suo partito a boicottare le librerie. Un’eccezione potrebbe essere fatta per quelle che dimostreranno di essere da almeno vent’anni di proprietà di editori neo-bolscevichi o i cui antenati parteciparono alla rivoluzione di ottobre.

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categoria:politica, comunismo, lavoro, humour, satira, governo
venerdì, 27 luglio 2007

Formula UnoIl Consiglio mondiale della Federazione internazionale automobilismo ha assolto la Mc Laren dall’accusa di spionaggio nei confronti della Ferrari.

Secondo i giudici, il passaggio dei documenti tra le due case automobilistiche c'è stato, ma non c'è prova del loro utilizzo. In effetti, quando i giudici hanno aperto il corposo fascicolo, si sono accorti dell’impossibilità, da parte della Mc Laren, di utilizzare le informazioni contenute nel dossier segretissimo.

Sono stati tre, in particolare, i punti sui quali i giudici hanno maturato la loro convinzione di non colpevolezza della casa automobilistica britannica.

Il primo capitolo del dossier, intitolato “That big gnocca of Jean Todt’s girlfriend”, è quello che ha attirato maggiormente l’interesse dei giudici, che si sono soffermati a lungo sul presunto “corpo del reato”, corredato da numerose testimonianze fotografiche.

Ma, al di là di qualche comprensibile moto d’invidia nei confronti del direttore tecnico della Ferrari, dopo un’attenta comparazione con le molto più compromettenti performance del suo sosia e precursore, alla fine si è deciso che il materiale non conteneva nulla di penalmente rilevante.

Inutilizzabili le intercettazioni telefoniche e ambientali. La più compromettente era quella tra il responsabile dello sviluppo della McLaren, Nigel McStepney, e il progettista, Mike McCoughlan, la cui trascrizione è risultata essere la seguente: “Vrooom Vroom! Vrooom vroom! Vrroom Vroom!”.

Ma è a pagina 435 del dossier  che i giudici hanno deciso di archiviare il caso. Lì si apre il capitolo intitolato “Luca Montezemolo’s hairdresser”, un goffo tentativo di carpire informazioni sulla pettinatura del presidente della Ferrari.
Vi si vedono fotografie esplicite del suo parrucchiere e del tipo di shampoo e di balsamo utilizzati per rendere la fluente chioma di Montezemolo così invidiata nel mondo della Formula Uno per via di quella capacità di scompigliarsi al passaggio delle monoposto e ritornare poi nelle condizioni iniziali.
Quando però i giudici hanno letto che il destinatario del dossier spionistico-tricologico era nientemeno che il patron della Mc Laren, Ron Dennis, hanno definitivamente chiuso il processo e archiviato il caso.

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categoria:donne, sport, giustizia, humour, satira
giovedì, 26 luglio 2007

Il Tour di V'inokoulov

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categoria:sport, cronaca, humour, satira, doping

Sky TvGrande momento di giornalismo investigativo quello che quotidianamente, a più riprese, ci fornisce l’emittente satellitare Sky.
Ieri è stata la volta del mite Angelo Mangiante, che, nei panni dello 007 mediatico di turno in servizio effettivo a Roma, ha spiegato (mentre le immagini documentavano che era tutto vero) ai telespettatori che il personaggio che in questi tempi è maggiormente tenuto sotto controllo da Sky “ha cercato di depistarci, fingendo di prendere un aereo per Parigi, mentre invece è volato da Milano a Roma col suo jet privato ed è atterrato all’aeroporto di Ciampino”.

Ma gli astutoni di Sky (che a questo punto potrebbero anche ribattezzare “Spy”) non si sono fatti fregare. “Noi c’eravamo – ha raccontato Mangiante – E siamo riusciti ad individuarlo mentre saliva sull’auto. L’abbiamo inseguito nel traffico cittadino ma poi ci ha seminato, anche approfittando delle corsie preferenziali”. In effetti, le immagini mostravano il fantomatico personaggio partire su un’auto fornita addirittura di lampeggiante e far perdere le tracce”.

In un Paese in cui persino i servizi segreti mostrano preoccupanti segni di rilassamento, mi sono sentito rassicurato e protetto dall’efficienza dello staff di Sky, emittente alla quale peraltro pago un canone molto più salato di quello dovuto alla Rai. Ma, ho pensato, d’altra parte, molto meno di quanto pagherei ad un qualsiasi istituto di vigilanza privato.
Perché se gli uomini di Rupert Murdoch si premurano di montare una guardia così stretta al presidente dell’Inter, Massimo Moratti, nel tentativo di farsi svelare se e quando  acquisterà il difensore della Roma Cristian Chivu, non ho dubbi che in caso di minacce alla sicurezza nazionale il magnate australiano non esiterà a rinforzare il fronte giornalistico italiano attingendo alle imponenti divisioni di cui dispone in Gran Bretagna e Stati Uniti.
Prepariamoci, quindi, ad una seconda Liberazione: in diretta, ad alta definizione, con interviste e commenti multilingua da studio e con l’ormai imprescindibile interattività dei canali Sky.

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categoria:sport, spettacolo, calcio, humour, satira
martedì, 24 luglio 2007

Eugenio ScalfariEugenio Scalfari, nel suo editoriale domenicale su Repubblica, si lamenta per la nomea che si sarebbe fatto negli ultimi mesi: “quella di essere la sola persona convinta che Romano Prodi sia un buon Presidente del Consiglio”.

Si tranquillizzi, il fondatore di uno dei più importanti quotidiani italiani: in qualità di estimatore dell’attuale premier non è affatto solo. La schiera di coloro che amano svisceratamente il professore e ripongono la più totale fiducia in lui si arricchisce quotidianamente di nuovi personaggi.
Ad esempio, gli esponenti del centrodestra, che hanno individuato in Prodi il leader capace di traghettarli verso una nuova e felice riconquista del Parlamento.

Oltre, naturalmente, allo stesso Prodi, che però sta ancora discutendo (e presumibilmente metterà ai voti chiedendo la fiducia) con il resto del centrosinistra i motivi per cui sarebbe un buon Presidente del Consiglio.

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categoria:politica, riflessioni, humour, satira, prodi, governo

L'arrivo delle infermiere a SofiaPer rendersi conto del funzionamento della giustizia nel mondo reale e non nelle aule delle facoltà di giurisprudenza o sui codici civili e penali è sufficiente ripercorrere brevemente l’esemplare vicenda delle cinque infermiere bulgare accusate (assieme ad un medico di origine palestinese) di aver inoculato il virus dell’Aids a 420 bimbi in un ospedale di Bengasi, in Libia.

In questo senso, la giustizia è un crescendo rossiniano.
Otto anni di carcere prima di arrivare alla fine del processo. Che si chiude con la condanna a morte. Quindi viene offerto un risarcimento di un milione di dollari per ciascun bimbo morto: le famiglie accettano che la pena capitale venga tribunale commutata in ergastolo. Infine, viene concessa l’estradizione in Bulgaria, dove il premier, appena le cinque atterrano sul suolo patrio, le grazia.

Fine della storia dei 420 “Million dollar baby” e delle cinque “Grazie, signore, grazie!

La giustizia, ovunque sia in questa losca storia, non ha mai fatto la sua apparizione sulla scena dell'eventuale crimine.

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categoria:donne, giustizia, cronaca, satira, diritti umani, soldi
lunedì, 23 luglio 2007

Geoge W. BushRicevuto un rapporto riservato dalla Cia sull’esistenza di una pericolosa cellula di polipi che avrebbe installato dei campi di addestramento al terrorismo all’interno del suo intestino, il presidente americano, George W. Bush, dopo essersi consultato informalmente con i suoi principali alleati, ha deciso di intervenire immediatamente, senza attendere una risoluzione dell’Onu, ed ha ordinato un’operazione “chirurgica” contro i potenziali kamikaze della flora batterica intestinale.

Al termine di una breve colonscopia, condotta da una speciale equipe dotata dei più sofisticati mezzi di assalto, il quartier generale dei terroristi è stato raso al suolo, ma i cinque polipi che lo occupavano si sono rivelati di natura benigna.

L’operazione, la cui notizia si è presto diffusa, ha però sollevato l’indignazione della comunità internazionale: non tanto per l’ennesima “bufala” in cui è incappata la Cia dopo il rapporto sulle armi di distruzione di massa in Iraq, quanto perché durante l’intervento a Bush le sorti della maggiore potenza mondiale sono passate nelle mani del suo vice, Dick Che(cchi)ney, l’uomo che due anni or sono, nel corso di una battuta alla quaglia, impallinò col fucile il suo compagno di caccia.

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categoria:humour, guerra, satira, bush, medicina



Heracleum